About

Abitante di racconti,
instancabile cercatore di significati.

Ascoltatore attento
della musica nascosta in ogni cosa.

Mi piace raccontare per immagini,
a volte anche con parole.

Descrivere paesaggi immaginari, visioni.
Luoghi visitati in sogno,
sospesi in atmosfere senza tempo.

Situazioni in cui si assottiglia il confine
fra la dimensione del reale
e quella della fantasia.

O forse tutto questo esiste davvero,
oltre la cortina impalpabile
della nostra percezione.


Queste immagini appaiono come cartografie sensibili: mappe di paesaggi interiori, soglie emotive, sistemi invisibili e territori in trasformazione.


Amos Coimbra — Cartografie della transizione

Amos Coimbra è un artista contemporaneo italiano con base a Modena. La sua pratica si sviluppa principalmente attraverso l’acquerello e la pittura acrilica su carta, con opere che si collocano tra astrazione e figurazione minima.

Il suo lavoro nasce spesso dalla costruzione e dall’ascolto di un campo: uno spazio cromatico iniziale che viene osservato nel tempo prima che emergano segni o elementi formali. In questo processo l’immagine non è costruita immediatamente, ma si sviluppa progressivamente come un sistema di tensioni e relazioni.

Le composizioni appaiono come cartografie sensibili: mappe parziali di territori interiori e culturali. Campi di colore, linee di attraversamento e piccole figure umane diventano eventi nello spazio pittorico, tracce di movimenti invisibili che attraversano il campo.

In queste immagini lo spazio bianco non è vuoto ma campo attivo. Le forme affiorano come coordinate provvisorie, vettori o traiettorie; le masse cromatiche assumono il carattere di depositi o lembi di paesaggio. Ne emerge una pittura che ha qualcosa della sismografia: non descrive eventi, ma registra tensioni.

Molti lavori restano aperti nel tempo. Il processo pittorico include momenti di sottrazione e rare aggiunte, fino a quando l’immagine raggiunge una configurazione percepita come necessaria.

Attraverso questa pratica, Coimbra sviluppa una pittura attenta al campo, al tempo e alla percezione. Le sue opere funzionano come cartografie della transizione: spazi in cui sistemi individuali e collettivi vengono osservati nel momento in cui si incrinano, si riorganizzano o mutano configurazione.