Un po’ come i figli, anche i quadri non appartengono all’autore.
Devono andare liberi per il mondo,
a raccontare la loro storia.
A prendersi cura di qualcosa o qualcuno,
là dove c’è bisogno di ispirazione,
di conforto
o di incoraggiamento.
Accendere entusiasmi,
aprire riflessioni,
evocare emozioni,
se di questo sono capaci.

